martedì 30 settembre 2008

Bulcaps, vesti le tue lampadine





Il "bulbcap" ècun paralume,a dire il vero poco più di una lampadina. I "cappucci" si infilano direttamente sopra la lampadina, fino a 40 watt. I bulbcaps possono essere indossati da lampadine appese al soffito, o su lampade di qualsiasi altro tipo. Mischia e prova i tanti colori disponibili per creare un collage di luci all'interno della tua stanza
I cappucci luminescenti contengono speciali pigmenti che si caricano con la luce in modo da rimanere luminescente per un breve periodo di un tono verde\giallo, dopo che la luce è stata spenta

I bulbcap sono realizzati in gomma di silicone resistente al calore, e sono disponibili in 6 colori, li potete trovare al prezzo di 20$ su MollaSpace

giovedì 12 giugno 2008

xlacasa, arredamento x tutti i gusti

segnalo un interessante sito di arredamento, con diverse idee, rubriche e informazioni su oggetti di design e mobili provenienti da tutto il mondo

ecco dei link ad alcuni degli articoli che potete trovare!

Vanita' per il tuo bagno
piccolo lavandino in quercia vetro e acciaio

Logo, arredamento creativo
cucine, soggiorni, librerie, camere da letto personalizzabili

Cuda, tavolo da corsa
tavolino realizzato con una sola superficie

da Xlacasa.it

venerdì 6 giugno 2008

Sedia in legno laccato, by Ron Arad




Per Moroso, Ron Arad ha percorso una via orientata verso materiali forti, dalla tappezzeria in polietilene al legno. Il successo della collezione "Victoria e Albert" è stato seguito dalla poltrona in polietilene "Piccolo Albert e Il Grande E".
La "Three Skin Chair" è prodotta usando legno per la prima volta. Potentemente scultorea ed estremamente sinuosa, la "Three Skin Chair" è realizzata in legno multistrato laccato.

Disponibile in compensato di faggio o
wengè laccato

casa camino los palquis, francisco carrió




La casa che ha una superficie di 140 mq, è col
locata a metà strada tra Santiago e il vicino impianto sciistico Farellones, nelle colline delle Ande, nella valle dove nasce il principale fiume della città. Il clima non è troppo rigido- una lunga estate secca con giorni caldi e notti fredde, e un inverno mite e nevoso.

Larghe finestre a doppia anta proteggono l'interno nella stagione fredda e permettono di creare uno spazio completamente aperto in estate, in modo che la vita possa completamente estendersi all'esterno, dove si trovano il terrazzo, la piscina e le bellissime viste panoramiche. I principali materiali sono cemento armato, tavole in fibro-cemento, quercia e finestre doppie.



giovedì 5 giugno 2008

Mount Baker Residense - Pb Elemental Architecture, Seattle, Usa



Situata nel quartiere di Mount Baker di Seattle, Questa drammatica casa è appollaiata su una collina, in una posizione sopraelevata rispetto la strada. Il progetto cattura le viste dei tetti che lo circondano, grazie alle grandi vetrate e al tetto terrazzo. La casa comprende quattro stanze da letto, tre bagni, e un grande soggiorno aperto e due garage per auto. La residenza inculde inoltre una stanza da letto al livello inferiore, con un cortile. La struttura è concepita secondo la giustapposizione di tre volumi puri, ognuno contenente un unico elemento programmatico. A turno, ogni elemento è rivestito con cedro chiaro,
cemento, per enfatizzare la massa.

mercoledì 4 giugno 2008

Aquino House, Mexico, by Augusto Fernández Mas (K+A Diseño)



La residenza unifamiliare è situata in un lotto accanto al fiume e di fronte a terreni del governo federale, che impongono restrizioni ambientali e costruttive. Il terreno inclinato rende necessario l'uso di muri di contenimento, così come un sistema di drenaggio per incanalare grandi quantità di acqua piovana.

La casa è costituita da forme ortogonali e materiali quali legno, pietra e metallo senza rivestimenti artificiali. Si innalza senza tentare di competere con la ricchezza dela natura circostante.

Una serie di requisiti spaziali e pratici conduce a concetti giustapposti. La famiglia desiderava grandi spazi aperti che potessero in qualche modo mischiarsi con la cirscostante natura, confondendo le linee tra "interno" ed "esterno". Un ulteriore richiesta era uno studio isolato con una stanza per mille libri, compact disc e LP, che ancora rimanesse legata con l'esterno.

Sia soggiorno che biblioteca sono caratterizzate da uno spazio a doppia altezza. I materiali sono semplici e con tessiture leggere: pietre calcaree, marmo poroso, legni tropicali, acciaio, vetro.

La principale intenzione era che ogni spazio interno si affacciasse sul fiume o sul vecchio albero, ad est, la cui chioma di 30 metri sembra racchiudere la casa.

La piccola piscina di pietra e il suo pavimento in cedro rosso si presenta come il più intimo spazio celato tra l'abitazione e il perimetro delle mura.

Il paesaggio è stato modificato in maniera discreta con azioni puntuali effettuate da Mario de la Garza e Daniel Aguilar.

La vegetazione che include differenti specie di frutti e alberi secolari, ha influenzato molte delle decisioni riguardanti i volumi e la loro collocazione.



da www.archdaily.com

venerdì 23 maggio 2008

Horacio Salinas fotografia


Alcuni lavori di Horacio Salinas, un fotografo concettuale di New York



http://www.horaciosalinas.net

giovedì 22 maggio 2008

Kitchen Workstation by Schulte Design



La "stazione di lavoro per la cucina" è un valido concetto di risparmio di tempo. Facendo un posto per la vostra attrezzatura da ufficio in cucina potrete cucinare mentre mostrate ai vostri amici le ultime foto della vacanza in chat. La Kitchen Workstation vi permette di farlo, riservando un posto sicuro e ordinato per appoggiare il notebook quando il cibo è servito. La workstation ha un elegante pannello di vetro satinato illuminato dall'interno e un pratico cassetto per documenti e carte. Le ruote bloccabili permettono di spostare facilmente la workstation. Sono disponibili numerose essenze. Naviga in rete, carica il tuo cellulare e porta la tecnologia nel cuore della tua casa con la Kitchen Workstation!

Lampada a spirale by Wendy Tytherleigh


"Curly-sue" è un innovativa lampada da tavolo, disegnata da Wendy Tytherleigh. La lampada si può accorciare o allungare permettendo di ottenere diversi livelli di luinosità senza l'uso di un convenzionale interruttore. Brava Wendy

Cinder sorriso



La nuova lattina Cinder della birra Kronleins Bryggeri ci invoglia tutti a bere con un accattivante occhilino

Tolo House, Lugar das Carvalhinhas




Il progetto consiste in una casa di vacanza, con tre stanze da letto, un bagno, un soggiorno e una sala da pranzo e una piccola cucina e anche una piccola piscina esterna. Il terreno è fortemente inclinato e ha una particolare configurazione allungata e appuntita. Tuttavia il fatto che si affacci a sud, permette un esposizione solare ottima, e di godere di una particolare vista naturale.
Per ragioni funzionali e di integrazione, si è optato per organizzare l'ingresso principale al livello della strada, dove era possibile il transito delle macchine. Questa strada porta alla parte più alta a nord del lotto. Tuttavia p possibile accedere alla casa da un più rustico percorso da sud. La sua frammentazione, necessariamente dovuta alla topografia del terreno, trasforma il tutto in una composizione di piccoli volumi collegati e interconnessi. In questo modio le varie funzioni sono chiarificate e ogni elevazione corrisponde a un singolo compartimento. Il tetto è un giardino simile ai tradizionali terreni trebbiati e patii delle regioni più a nord con terreni collinari.
Con una posizione lineare al centro del lotto si sono preservati tutti gli alberi esistenti, che mantengono così una forte prezenza nell'area, tanto più che mantengono una continuità con l'immediato intorno e assicurano una caratteristica di originalità. Le forme che sembrano risultare da una rigorosa, modulare astrazione geometrica, stabiliscono la necessaria rotazione di alcuni moduli per adattarli alla morfologia del terreno, e rispettare le distanze dai confini di vicinato, sembrano tuttavia muoversi naturalmente e con assoluta liberà.
La casa è essa stessa un percorso, la sua forma organizza una fondamentale strada all'aperto. Le scale esterne creano un collegamento tra i pati, le scale interne hanno la stessa funzione di collegare i compartimenti sviluppati anch'essi su livelli, in questo modo le scale esterne corrispondono ai livelli interni.
La necessità di interrare parzialmente la casa deriva dalla mancanza di mezzi economici, e in questo modo crea un positivo comportamento termico e sicurezza.

da www.archdaily.com

VM Houses, Copenhagen



Le "Vm Houses", realizzate dagli architetti BIG+JDS=PLOT, sono due blocchi residenziali, si presentano volumetricamente come due lettere, appunto V e M. Trasparenza e privacy sono due elementi che riescono a convivere in questo edificio. Tutti gli appartamenti hanno spazi a doppia altezza verso nord, e ampie viste panoramiche verso sud. La logica dei balconi diagonali utilizzata nella V house è spezzata in una piccola porzione per la M house. In questo progetto, la tipologia dell'Unitè d'Habitation di Le Corbusier è reinterpretata e potenziata; i corridoi centrali sono corti, e ricevono luce solare da entrambi i lati, come buchi di proiettile che penetrano l'edificio. La VM offre più di 80 differenti tipi di appartamenti, che sono programmaticamente flessibili e aperti ai bisogni indivudiali della vita moderna - un mosaico di diversi modi di vivere.

da www.archdaily.com

mercoledì 21 maggio 2008

Artlantis guida on line


Istruzioni e suggerimenti per realizzare render in pochi minuti

Avviamo il programma e apriamo il nostro modello 3d, realizzato precedentemente con AutoCad o 3Dstudio, specifichiamo quindi nella barra sotto l'estensione che desideriamo aprire (per es. dwg). Le opzioni di importazione del file sono legate al modo in cui avete realizzato il modello, ad ogni modo il metodo più efficace di lavoro è realizzare un modello con un layer per materiale, quindi spuntando le voci "by block" e "by layer" avremo la possibilità di attribuire automaticamente a tutti gli oggetti che si trovano sullo stesso layer un unico materiale, anche se questi sono separati tra di loro. Scegliamo quindi la scala (se nel modello 1 unità è uguale a 1 m, selezioniamo "m"), quindi clicchiamo importa. Per evitare di impallare il programma, cosa non poco rara, accertiamoci che il nostro modello 3d sia privo di estrusioni ambigue, come superfici piane, polilinee troppo numerose, e eventualmente blocchi uniti troppo grandi e articolati. Clicchiamo visualizza\barre degli strumenti, e le prendiamo tutte, poi in Finestre e prendiamo "catalogo" e "controller". Quindi prima di dare i materiali, ci conviene impostare le viste che intendiamo renderizzare, ciò è consigliabile per evitare inevitabili rallentamenti successivi. Nel menù prospettiva, che ci consente di gestire le viste, selezioniamo un oggetto sole (Heliodon), che illuminerà subito il nostro modello altrimenti buio, e spuntiamo in alto a destra radiosità, che contribuisce alla diffusione della luce. per impostare le viste, andiamo su finestre\"vista 2d", dove troviamo le proiezioni del nostro modello. Dall'alto possiamo facilmente inquandrare il cono ottico che vogliamo considerare, muovendo il pallino rosso spostiamo il punto di vista, e muovendo quello bianco il fuoco. Con la rotella del mouse possiamo zoommare. Ora per impostare l'asse z della vista conviene tornare nel menù prospettiva, per render architettonici è buona norma che le verticali siano parallele e la visuale ad altezza d'uomo, per cui se nel campo coordinate dell'asse z mettiamo 180 cm nel punto di vista e 1.80 nella destinazione otterremo questi risultato. Una volta scelta la nostra vista, nello spazio lista viste prospettiche clicchiamo "+", sdoppiando così la vista realizzata e permettendoci di crearne un altra senza modificare quella precedente.
Ora prima di passare ai materiali, sempre per evitare il rallentamento del programma, impostiamo la luce solare. Clicchiamo su "Heliodonica", Possiamo scegliere orario, città, intensità della luce a piacere, clicchiamo quindi "ombre" e muoviamo la barretta se le preferiamo sfumate (consigliato). Ora clicchiamo su "vista2d" (lo stesso che abbiam usato per la prospettiva), dove ritroveremo le proiezioni ortogonali, se rimaniamo in "in alto", possiamo controllare la direzione del sole, muovendo la bussola a sinistra, la vista 3d si aggiorna in tempo reale, possiamo così vedere i risultati delle nostre azioni. Possiamo sdoppiare i "soli" come abbiamo fatto per le viste, così è possibile attribuire ad ogni vista salvata il suo sole, basta tornare in "prospettiva" e selezionare il sole. Clicchiamo quindi sulla tavolozza, dove troviamo gli "shader", (ispettore\shader), accertiamoci che in basso sia aperto il catalogo dei materiali. Selezioniamo il materiale desiderato e lo trasciniamo direttamente sul modello 3d, oppure a sinistra dove troviamo la lista dei layer. Possiamo regolare trasparenza, riflesso e colore di ogni materiale, nonchè la dimensione della texture, muovendo la barra, possiamo aumentare ancora la dimensione inserendo direttamente il valore in cm.Gli shader possono essere copiati e incollati su altri oggetti, basta cliccare sull'oggetto 3d al quale abbiamo già dato il materiale, poi andiamo su modifica\copia shader, quindi cliccando sull'oggetto sul quale si vuole incollarlo e andare su modifica\incolla shader. cliccaldno sul cubetto, "oggetto", e allo stesso modo cliccando sul cubetto in basso apriremo le librerie degli oggetti, sia 2d che 3d. Prendiamo un oggetto, ad esempio una pianta e lo trasciniamo nel punto desiderato del modello, così come per il sole e le viste possiamo gestire gli oggetti dalle viste 2d. Sempre dal catalogo, cliccando sull'icona delle immagini possiamo inserire uno sfondo per la vista, sempre trascinandolo. Ora andiamo sull'icona "opzioni", nel campo dimensioni render mettiamo per esempio 400x400 per esempio, ci serve come anteprima, e lasciamo le altre impostazioni uguali. Clicchiamo su "rendering" e lanciamo il render. Se l'anteprima è soddisfacente, a seconda delle necessità e della qualità richiesta cambiamo la risoluzione, e aumentiamo i livelli di antialiasing, raytracing, trasparenza,radiosità. Cambiare queste impostazioni di molto significa allungare sensibilmente i tempi di render.

Se il vostro render non vi sembra sufficentemente realistico, provate a intervenire su:
intensintà del sole : se l'immagine è bruciata, diminuitela (50% dovrebbe andare bene)
radiosità: aumentandola aumentano i riverberi di luce, le zone buie così diventano più chiare, ma non deve essere troppo alta (attorno al 100)
direzione del sole
: se il sole è sparato perpendicolare all'oggetto inquadrato, probabilmente questo non avrà ombre proprie, l'immagine sisulta così piatta, cambiando la direzione del sole si possono ottenere ombre che danno credibilità all'oggetto

lunedì 19 maggio 2008

Riccione. Il Palazzo dei Congressi

Il nuovissimo Palazzo dei Congressi di Riccione nasce all’insegna dell’avanguardia e della sostenibilità ambientale.
Si tratta di un centro polivalente dotato di spazi flessibili e servizi che si pongono ai più alti standard nazionali e internazionali del settore. Rispetto ad altri centri congressuali italiani ed europei il Palazzo dei Congressi di Riccione sorge nel centro della città a due passi dagli hotel congressuali, dai ristoranti più rinomati, dalla spiaggia e da ogni genere di locale e centro benessere. Una collocazione strategica che fa di Riccione una destinazione congressuale di grande prestigio e interesse.

Una struttura all’avanguardia
Il Palazzo dei Congressi di Riccione è dotato di cinque sale congressuali modulabili dedicate alle donne della Signoria dei Malatesta. Il primo livello è dedicato al foyer, la grande sala di accoglienza del pubblico dotata di internet point, una recepiton e una serie di punti informativi. La prima grande sala congressi si trova direttamente al terzo livello del Palazzo, il suo nome è Concordia e può ospitare fino a 1400 posti a sedere. La stessa sala può essere suddivisa in sale più piccole. Lo stesso terzo piano può diventare una sala senza sedie ideale come spazio per le esposizioni. Al quarto livello ci sono le altre sale più piccole, anch’esse modulabili in sale di varie dimensioni e capienza. Fiore all’occhiello del Palazzo dei Congressi è l’ultimo piano dove si trova un avveniristico ristorante, il suo nome è Riccione City Eye, grazie alla splendida vista mare che si gode dalle sue ampie vetrate. Infine il Palazzo ospita 6 sale cinematografiche e comodi parcheggi.

La nuova Cesena a cavallo dei binari

Sono due i maxi progetti in corso, distinti e complementari al tempo stesso.

Il primo riguarda viale Europa e va dalla stazione ferroviaria all’incrocio con via Cavalcavia, allungandosi su via Piave. I lavori sono partiti già da qualche tempo, con il rifacimento del viale e la demolizione di vecchi capannoni, ma il grosso deve ancora partire. L’area interessata è di 5 ettari.

Il secondo intervento invece riqualificherà ben 23 ettari di città: la zona dell’ex mercato ortofrutticolo, l’area dietro la chiesa di San Pio X alle Vigne, la copertura del tunnel Secante e la piazza Karl Marx, tra la Stazione e la Facoltà di Psicologia. Per quest’ultimo si attende l’esito del concorso internazionale d’idee per il quartiere”Novello” indetto dal Comune l’estate scorsa.

Parco Europa

L’intervento lungo il viale che parte dalla stazione è stato definito “parco Europa”, forse con un po’ d’ironia se si pensa che i due terzi del progetto riguardano la realizzazione di alloggi residenziali.
Opera dello studio fiorentino Natalini, in collaborazione con l’architetto cesenate Riccardo Barbieri, il progetto di massima (presentato nel luglio 2007) è stato premiato a Venezia nel novembre scorso dalla rivista dell’Istituto nazionale d’urbanistica nella sezione “equilibrio degli interessi”.

Il grosso dell’area residenziale sorgerà tra il lato sud di via Europa e le vie Piave e Subborgo Comandini, al posto dei magazzini della frutta abbattuti nei mesi scorsi. Una piccola quota di alloggi, non inferiore al 5 per cento della superficie, è stata prevista dal Comune come edilizia convenzionata. Una specie di riserva indiana in mezzo a un mare di case a prezzi di mercato.

A realizzare l’intervento privato sarà la società “Nuova Madonnina srl” di Macerone, legata all’impresa edile Sacchetti Nello.

Nuova autostazione

Ma in zona, nell’ex scalo merci della stazione, sorgerà anche la nuova stazione delle autocorriere ed un parcheggio pubblico sotterraneo da 260 posti auto: “Non è stato semplice acquisire l’area dalle Ferrovie - commenta l’assessore all’urbanistica Maura Miserocchi - ma il terreno è passato nelle mani del Comune da un anno circa. Ora, dopo la presentazione del progetto definitivo, passeremo all’attivazione dell’accordo di programma. Qui saranno definiti gli obblighi di Comune, Provincia e privato. Se tutto andrà per il meglio i lavori potranno partire entro il 2009. Il piano avrà validità 10 anni, ma la sua concretizzazione dipenderà dalle dinamiche del privato, non tutto potrebbe essere realizzato subito. L’autostazione, in ogni caso, è considerata opera di urbanizzazione primaria e sarà realizzata per prima, al pari del parcheggio”.

Il valore dell’intervento pubblico, cui va aggiunto il nuovo edificio scolastico di competenza della Provincia, è vicino agli 8 milioni di euro.

Alla presentazione del progetto definitivo dovrebbero mancare pochi giorni: “Ormai è tutto pronto - conferma l’architetto Barbieri - lo consegneremo entro la settimana. Rispetto alle linee guida dell’estate scorsa, peraltro già molto dettagliate, abbiamo fatto solo piccoli aggiustamenti, modifiche di dettaglio”.

L’accordo di programma sarà costruito sul progetto definitivo ma, coinvolgendo più soggetti, rischierà di trascinare il tutto in una palude burocratica, fatta di approvazioni del Consiglio comunale, di quello provinciale, verifiche patrimoniali, accordi e contro accordi. Il progettista però è fiducioso: “Dalla presentazione del progetto potremmo anche chiudere in sei mesi, in altre realtà dove c’era un forte interesse per le opere pubbliche da realizzare sono bastati”.

Viale Europa

Nel frattempo sono ormai conclusi i lavori sul viale Europa, dove si affacceranno i nuovi edifici. Chiuso a tratti dal marzo 2007, ci sono voluti 12 mesi per rimettere a nuovo il viale, con il rifacimento di sottoservizi, illuminazione pubblica, marciapiedi e arredi. Un anno che ha messo a dura prova la pazienza di residenti e pendolari, privati di un centinaio di posti auto gratuiti.

Nel corso dei lavori è stato anche predisposto il teleriscaldamento per il nuovo quartiere e realizzato un impianto d’irrigazione automatica. Al momento resta solo da spostare il lampione all’incrocio con via Cavalcavia, un “fungo” luminoso alto 30 metri che, al termine dei lavori per la costruzione della rotonda, si è ritrovato in mezzo alla corsia di marcia ed è segnalato da new jersey di plastica.

In ogni caso l’intera zona ha già cambiato aspetto. Quello che prima era il regno di erbacce, binari abbandonati ed auto in sosta selvaggia, ora sta cominciando a diventare un viale degno di questo nome.
La rotonda all’incrocio con via Cavalcavia ha migliorato la circolazione e l’accesso da e per l’area stazione, eliminando le lunghe code che si formavano al semaforo sulla via Emilia.

Quartiere Novello

Una riqualificazione ancora più grande, ben 23 ettari di città, è quella legata al “Novello”. Pur interessando gran parte del quartiere Vigne, il Novello non sarà un vino ma il nome di una zona da riqualificare che, dalle spalle della chiesa di San Pio X (area Agrifrut) si estenderà fino all’ex mercato ortofrutticolo. Toccando anche l’area vicino al fiume Savio (nuovo centro protezione civile) e piazzale Karl Marx, attuale stazione delle autocorriere.

L’obiettivo è quello di realizzare un quartiere ben integrato, l’opposto di quella pianificazione “a compartimenti stagni” che si faceva in passato.

“E’ il concetto della città nuova - spiega il sindaco Giordano Conti - che non si espande, ma riprende spazi abbandonati, in disuso. Un modello che Cesena segue da almeno trent’anni, dalla riqualificazione del centro storico alla quale è seguita, a metà degli anni ’80, quella dell’Arrigoni vecchia di fronte alla stazione”.

Concorso d’ idee

Per l’area il Comune ha indetto l’estate scorsa un concorso internazionale d’idee. Nel novembre scorso sono stati selezionati dieci architetti, o studi d’archittettura, come finalisti. Tra questi anche il celebre studio David Chipperfield di Londra, ritiratosi poi per impegni connessi a lavori precedenti. I nove finalisti rimanenti hanno presentato i loro progetti entro il mese di aprile.

Ora la commissione esaminatrice, nella quale siedono lo spagnolo Oriol Bohigas, il preside della facoltà di Architettura Gino Malacarne e il presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica Gino Oliva, deciderà il vincitore (premiato con 50mila euro) sabato 17 maggio. Dopodiché, tra metà giugno e metà luglio, sarà organizzata una mostra al Palazzo del Ridotto sui progetti finalisti.

da "corriere cesenate"