
La residenza unifamiliare è situata in un lotto accanto al fiume e di fronte a terreni del governo federale, che impongono restrizioni ambientali e costruttive. Il terreno inclinato rende necessario l'uso di muri di contenimento, così come un sistema di drenaggio per incanalare grandi quantità di acqua piovana. La casa è costituita da forme ortogonali e materiali quali legno, pietra e metallo senza rivestimenti artificiali. Si innalza senza tentare di competere con la ricchezza dela natura circostante.
Una serie di requisiti spaziali e pratici conduce a concetti giustapposti. La famiglia desiderava grandi spazi aperti che potessero in qualche modo mischiarsi con la cirscostante natura, confondendo le linee tra "interno" ed "esterno". Un ulteriore richiesta era uno studio isolato con una stanza per mille libri, compact disc e LP, che ancora rimanesse legata con l'esterno.
Sia soggiorno che biblioteca sono caratterizzate da uno spazio a doppia altezza. I materiali sono semplici e con tessiture leggere: pietre calcaree, marmo poroso, legni tropicali, acciaio, vetro.
La principale intenzione era che ogni spazio interno si affacciasse sul fiume o sul vecchio albero, ad est, la cui chioma di 30 metri sembra racchiudere la casa. La piccola piscina di pietra e il suo pavimento in cedro rosso si presenta come il più intimo spazio celato tra l'abitazione e il perimetro delle mura.
Il paesaggio è stato modificato in maniera discreta con azioni puntuali effettuate da Mario de la Garza e Daniel Aguilar.
La vegetazione che include differenti specie di frutti e alberi secolari, ha influenzato molte delle decisioni riguardanti i volumi e la loro collocazione.
da www.archdaily.com